Hyper-V: Introduzione pt.2 | BE.iT SA
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Hyper-V: Introduzione pt.2

Configurazione di una VM

Durante lo scorso articolo abbiamo  creato una VM. Ora affronteremo la configurazione della stessa. Ci sono molti parametri dove intervenire, alcuni anche molto interessanti e con risultati che possono sorprendere.

Per modificare una VM è sufficiente cliccarci sopra con il tasto destro e scegliere la voce “Proprietà”. Si aprirà un menù con il quale potremo fare il “fine tuning” della nostra macchina virtuale

 

L’immagine sopra mostra le voci di configurazione di una macchina virtuale di Generazione 2. Si ricorda che queste sono macchine concepite per sistemi operativi a 64 bit e che utilizzino Firmware UEFI per il boot.

L’immagine sotto mostra una macchina di Generazione 1, utilizzata per i sistemi “legacy” a 32 bit e che basino il boot sul BIOS

 

La voce “Aggiungi hardware” permette di collegare alla VM hardware di vario genere.

Nota 1: Da questo elenco sono esclusi in generale di dispositivi USB (storage device a parte) in quanto si collegano alla virtual machine in modo differente

Nota 2: La possibilità di collegare un certo tipo di hardware dipende dallo stato della macchina virtuale. Ovviamente a sistema acceso il numero di possibilità di variare la configurazione sarà drasticamente ridotto.

Nota3 : La scheda video 3D di RemoteFX è deprecata e quindi è disponibile, al momento, solo per macchine virtuali legacy che già la prevedevano ma non per le nuove.

Tramite l’aggiunta di controller SCSI e schede di rete è possibile collegare alla macchina sia dischi virtuali sia dischi fisici e di collegare la VM a più Switch. Un discorso a parte merita la scheda Fibre Channel. Se l’host dispone di un controller Fibre Channel (o FCoE)  ed è collegato ad una Fabric, sarà possibile creare un controller Fibre Channel virtuale a cui sarà associato un WWN. Sarà quindi possibile collegare delle LUN Fibre Channel direttamente alla VM senza passare per l’intermediazione da parte dell’host.

Spostandoci sulla seconda voce (“Firmware” per Gen 2 e “BIOS” per Gen 1), si potrà sostanzialmente definire l’ordine di boot della macchina virtuale.

Saltiamo per il momento la voce relativa alla Sicurezza (dedicheremo un intero articolo solo a questa voce) e passiamo alla parte relativa alla memoria. La scheda è del tutto identica per le due generazioni. Il primo campo descrive la memoria RAM allocata per la VM. E’ possibile poi definire se si vorrà utilizzare  la “memoria dinamica” oppure no. Nel caso non si desideri la memoria dinamica l’unico parametro che farà fede è la memoria dedicata alla VM. Essa sarà allocata in maniera statica all’inizio dell’esecuzione della macchina virtuale. Per quanto riguarda invece la memoria dinamica, la RAM sarà sempre compresa tra i parametri “RAM Minima” e “RAM Massima”. E’ possibile utilizzare una percentuale di memoria come buffer. Essa sarà preallocata e pronta per essere utilizzata nel caso la VM richieda più RAM di quella che il sistema le ha concesso.

Il parametro “Peso memoria” permette di stabilire una lista di priorità tra le VM nel caso il sistema debba improvvisamente far fronte a richieste di memoria provenienti da VM diverse. In questo caso le macchine con maggior “peso” saranno servite prima delle altre.

La parte relativa al processore dispone di tre pagine separate. Nella prima si definirà il numero di core virtuali (vCore) collegati alla macchina. qui il discorso può farsi complicato, e quindi è bene stabilire un po’ di regole:

  1. Numero massimo di vCore per VM: Il numero massimo di vCore disponibili per la la macchina non può superare il numero massimo di processori logici della CPU dell’host. Ergo se la mia macchina monta 8 core fisici che, con l’Hyperthreadeing abilitato diventano 16, al massimo potrò assegnare 16 vCore ad una singola VM. Se l’hyperthreading fosse disabilitato o non disponibile il numero di vCore, in questo caso, scenderebbe a 8. Non è una assegnazione statica e l’host non riserverà fisicamente un certo numero di Core fisici per una specifica macchina virtuale. Tutte le VM dell’host gireranno su tutti i core dei processori. Il numero di vCore assegnati influenzerà però il numero di thread contemporanei che potranno girare all’interno della VM
  2. Numero massimo di vCore: Come molti di voi sanno i moderni processori passano la maggior parte della loro esistenza semplicemente ad aspettare. Per questo motivo si può andare in overprovisioning sul numero totale dei vCore allocati su tutte le macchine virtuali. Quanto si può andare in overprovisioning? Il dato esatto è un atto di fede. Possiamo dire che si può andare da un conservativo 8:1 (8 vCore per ogni Core fisico) fino ad un più spinto 12:1. A seconda del carico delle singole VM si cercherà di trovare il parametro più corretto
 

La sottopagina “Configurazione compatibilità” permette di creare delle VM che possano essere esportate su altri host con processori differenti. Basta attivare la voce cliccando sull’apposita casella. Questo è utile specialmente se sto preparando la VM sul mio laptop con Windows 10 e un processore, per esempio, Intel Core e se poi la voglio esportare in Datacenter dove i server montino, per ipotesi, Intel Xeon Gold.

 BE.iT Tip: Se avete delle VM Linux che siano dotate di interfaccia grafica e che abbiano  in console delle prestazioni imbarazzanti, attivate questa voce. Immediatamente funzioneranno con delle performance grafiche di tutto rispetto. Il perché è ignoto ma, vi garantiamo, funziona perfettamente
 
La sottopagina “Configurazione NUMA” è dedicata solamente a VM con necessità di hardware multiprocessore molto spinto. Nella maggior parte dei casi è meglio lasciare tutto com’è.

La successiva voce è relativa ai dischi rigidi virtuali e fisici. 

Come con un computer fisico sarà necessario definire un controller. Esso sarà di tipo SCSI per macchine di Generazione 2 o di tipo IDE o SCSI per macchine di Generazione 1. Si possono avere controller multipli(e di tipo diverso per quanto riguarda la Generazione 1). Ad ogni controller si potranno aggiungere sia dischi fissi e unità di memorizzazione  sia fisici sia virtuali. Per quanto riguarda i dischi virtuali essi saranno sempre dei file vhdx che potranno essere a dimensione fissa  o a espansione dinamica. In quest’ultimo caso il disco sarà in thin provisioning e crescerà mano a mano che sarà fisicamente richiesto lo spazio su disco.  Esiste poi un altro tipo di disco che è definito “a differenze”. In questo caso il disco principale sarà sempre in sola lettura e tutte le scritture saranno effettuate su un file separato. Questo tipo di disco può rivelarsi molto utile in taluni casi, come, per esempio, durante un’analisi forense.

Discorso diverso per i dischi fissi fisici. Questi dischi possono essere collegati all’host tramite una qualsiasi interfaccia (USB, Thunderbolt, SATA, SAS…) ma non devono essere definiti di tipo “Rimuovibile”, come, per esempio i thumb drive USB. In quest’ultimo caso per collegarli ad una VM sarà necessario utilizzare un’altro sistema.

 

Per collegare un disco non rimuovibile, sarà necessario entrare nel programma “Gestione disco”, porre il suddetto disco in stato “Offline”.

Successivamente si potrà aggiungere un nuovo disco fisso ad uno dei controller della VM. Andando alla voce relativa al controller della VM, si selezionerà “Unità disco fisso”, poi aggiungi. Alla voce disco fisico comparirà nella drop list il disco che è stato posto offline nel precedente passaggio.

La voce “Scheda di rete” è dedicata al networking. Si potrà intervenire sia per aggiungere schede di rete virtuali sia per modificare alcuni parametri fondamentali. Si pong, ad esempio di avere uno switch di tipo “Esterno” su cui siano attestate due diverse VLAN in Tag. In un ambiente VMware sarebbe necessario definire due diversi virtual switch, uno per ognuna delle VLAN, e collegare le VM allo switch corretto. Su Hyper-V entrambe le VM saranno invece collegate allo stesso switch. Per discriminare il traffico si dovrà abilitare la gestione dei VLAN ID della scheda della VM e inserire il VLAN ID.

La gestione di rete di una VM è quanto di più duttile possibile. Alcuni esempi di utilizzo possono essere:

  • Collegamento a switch diversi (Esterno, Interno, Privato)
  • Collegamento ad uno stesso switch con più schede di rete. Per esempio si possono assegnare diverse VLAN a schede diverse, oppure usare la stessa VLAN e creare, ad esempio un Team

Nel prossimo articolo parleremo della parte di gestione e delle funzioni di console messe a disposizione da Hyper-V.

Andrea Ghirardini
ghirardini@beitsa.ch
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